Ray Dalio spiega le performance di Bridgewater

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Ray Dalio spiega le performance di Bridgewater

“Per chiarire le cose sulla performance di Bridgewater, condivido la nota che ho inviato ai nostri clienti proprio ieri, così che possiate sapere qual è la verità. La maggior parte dei gestori e delle società di investimento non lo ha ancora fatto. Dovresti aspettarti che quando lo faranno ci saranno alcuni risultati scioccanti.”

Inizia così la lettera di Ray Dalio pubblicata sulla sua bacheca Linkedin.

“In breve, i risultati delle prestazioni, sebbene deludenti, sono coerenti con precedenti periodi di scarso rendimento che prevediamo accadano circa una volta ogni 10-15 anni in circostanze straordinarie. Inoltre, i processi di controllo del rischio che abbiamo avviato stanno funzionando come previsto, riducendo le nostre perdite rispetto a molti altri gestori.”

Le nostre prestazioni

“Come sapete, abbiamo due tipi di fondi: uno che è il nostro miglior mix di asset allocation (ovvero i nostri fondi beta, che chiamiamo i nostri fondi “All Weather”) e l’altro che ha le nostre migliori posizioni alfa (che chiamiamo “Pure Alpha”) – e questi fondi operano a diversi livelli di rischio e talvolta sono combinati per creare fondi ibridi. 

Le prestazioni nette di questi fondi quest’anno sono state le seguenti:

  • All Weather (10% vol ) è sceso di circa il 12%.
  • All Weather (12% vol) è diminuito di circa il 14%.
  • All Weather China RMB è sceso di circa il 9%. 
  • Pure Alpha (12% vol) è in calo di circa il 14%.
  • Pure Alpha (18% vol) è in calo di circa il 21%. 
  • Pure Alpha Major Markets (14% vol) è sceso di circa il 7%.
  • Pure Alpha Major Markets (21% vol) è sceso di circa l’11%.
  • Optimal Portfolio (10% vol) è in calo di circa il 18%.”

Continua Dalio affermando che la situazione coronavirus li ha colti un po’ di sorpresa perché non si aspettavano un tale impatto sull’economia. Nonostante i loro modelli di rischio siano evoluti, hanno perso parecchi soldi perché si sono trovati molto esposti con posizioni long. Afferma di aver sempre tenuto da parte molta liquidità così da facilitare il recupero.

Poi continua:

“E’ una situazione rocambolesca, ma ricordati che non è la prima. È solo un altro dei tanti grandi shock che abbiamo attraversato nei nostri 45 anni di Bridgewater. Io / noi abbiamo incontrato molti di questi momenti, come il crollo del sistema monetario nel 1971, gli shock petroliferi del 1971 e del 1973, la crisi del debito del 1980-83, lo scoppio della bolla dot-com , l’attacco del World Trade Center che ha messo al tappeto i sistemi governativi e privati ​​e la crisi finanziaria del 2008.”

Afferma che, nonostante le perdite facciano male, non è inusuale subirle ogni tanto, come nel settembre 2008 in cui hanno fatto il -20% per poi recuperare alla grande.

Sono un GRANDE team di persone (il maiuscolo è suo) che studia e continua a migliorarsi quindi usciranno da questa situazione al più presto.

Insomma, la lettera è abbastanza banalotta ma è normale: si tratta sempre di un fondo. Dalio deve tranquillizzare gli investitori che, tipicamente, vanno in panico alla minima fluttuazione.

C’è però un concetto fondamentale che il 99% dei trader si scorda sempre: bisogna guardare il lungo periodo.

Le fluttuazioni di breve posso fare molto male ed è per questo che bisogna essere competenti e preparati, ma ciò che conta davvero sono le performance sul lungo periodo. Nient’altro.

Condivido, ovviamente.

Gli sciocchi ritireranno il capitale perché presi dal panico. I lungimiranti li lasceranno a uno dei gestori di maggiore successo della storia della finanza e che ha visto notevoli e molteplici cali, per poi tornare sempre sulla cresta dell’onda.

PS: Bloomberg mette il carico da novanta con un commento di Shuli Ren che intitola: “Se Ray Dalio non fa soldi, figurati tu“.

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